L’intervento si configura come un’operazione integrata di rigenerazione paesaggistica e funzionale dell’area montana denominata Contaront, situata nella regione dell’Alpago in provincia di Belluno.
Alla base della proposta vi è l’idea che la riqualificazione del territorio e la cura del paesaggio possano attivare processi virtuosi legati alla gestione sostenibile delle risorse naturali, alla creazione di una nuova socialità e al rilancio dell’economia locale, contribuendo al ripopolamento delle terre alte e più in generale delle aree interne.
Dal punto di vista insediativo il progetto si fonda su un approccio rispettoso nei confronti dei caratteri identitari del paesaggio costruito tradizionale dell’area.
Le forme architettoniche adottate si rifanno a una grammatica costruttiva semplice, con volumi a pianta rettangolare, coperture a falda e aperture sul fronte a valle distribuite secondo un’orditura prevalentemente asimmetrica.
Il progetto si pone il compito di ristrutturare l’antica baita montana in pietra e di innestare secondo un disegno coerente i nuovi elementi richiesti dalla committenza, tra i quali una struttura ad uso abitativo, quattro capanne alpine e un rifugio sospeso tra gli alberi ad uso ricettivo temporaneo, ispirati alle tipologie costruttive tradizionali montane.
I muri in pietra che tracciano i rapporti tra gli elementi e definiscono il disegno dei percorsi sono pensati secondo un criterio lineare, orizzontale, che incide il suolo secondo l’andamento naturale del versante e asseconda l’orografia del sito. Il colmo della nuova copertura e la successione delle capanne alpine sono per questa ragione disposti parallelamente alle curve di livello, favorendo una lettura armonica del paesaggio costruito.
L’intero progetto intende porsi come modello replicabile di rigenerazione di un’area montana capace di coniugare tutela del paesaggio, innovazione tecnica, contenimento dei costi di costruzione, sostenibilità e valorizzazione delle risorse locali.